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1 aprile 2009
GRADUATORIE ERASMUS
Non serve dire che sono in brodo di giuggiole.

| inviato da Spara_Jurij il 1/4/2009 alle 17:2 | |
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27 marzo 2009
CITAZIONE DI MARZO
Mi devo scusare per la vergognosa mancanza di post, ma sono stato seriamente occupato altrimenti; ad ogni modo per questo mese ho scelto un'estratto di Nietzsche, tratto da una delle sue opere più brillanti cioè "Al di là del bene e del male", nel quale il Nostro difende, a modo suo, la Scienza; davvero curioso che un filosofo difenda la Fisica a scapito di Platone! Buona lettura.
In cinque o sei cervelli si fa oggi strada, forse, l’idea che anche la fisica sia soltanto un’interpretazione e una sistemazione del mondo (secondo noi stessi! con licenza parlando) e non una spiegazione di esso; ma, in quanto si basa sulla fede dei sensi, la fisica vale come qualcosa di più e a lungo andare è destinata a valere ancora di più, ossia a valere come spiegazione. Ha per sé gli occhi e le dita, ha per sé l’evidenza e la tangibilità, e ciò esercita su un’epoca con gusto fondamentalmente plebeo un fascino ammaliatore, suasivo, convincente – anzi, segue istintivamente il canone di verità del sensualismo eternamente popolare. Che cosa è chiaro, che cosa “spiegato”? Solamente ciò che si può vedere e toccare – fino a questo punto si deve spingere ogni problema. Viceversa, proprio nell’opporsi all’evidenza dei sensi consisteva il fascino del modo di pensare platonico, che era un modo di pensare eletto – forse tra uomini che godevano addirittura di sensi più forti ed esigenti di quelli che hanno i nostri contemporanei, ma che sapevano trovare un più alto trionfo nel rimanere padroni di questi sensi: e ciò mediante pallide fredde e grigie reti di concetti che essi gettavano sul vortice variopinto dei sensi – sulla plebaglia dei sensi, come diceva Platone. In questa sopraffazione del mondo e interpretazione del mondo alla maniera di Platone c’era un tipo di godimento diverso da quello che ci offrono i fisici di oggi e parimenti i darwinisti e gli antiteleologici tra i lavoratori della fisiologia, con il loro principio della “minima forza possibile” e della massima stupidaggine possibile. “Dove l’uomo non ha più niente da vedere e da afferrare, non ha neanche più niente da cercare” – questo veramente è un imperativo diverso da quello platonico, che però per una razza dura e laboriosa di meccanicisti e pontieri dell’avvenire, che non hanno da sbrigare se non lavori grossi, può essere proprio l’imperativo giusto.
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28 febbraio 2009
POESIA DI FEBBRAIO
Questo mese ho scelto una poesia di un poeta spesso bistrattato ed persino insultato dalle malelingue, che non sanno apprezzare l'arte poetica di infinita bellezza che scaturisce dalle opere del Nostro. Devo ammettere che la condotta della sua vita privata non è certo encomiabile, ma questo esula dalle sue capacità e quindi produttività in ambito letterario; perciò, tanto di cappello a D'Annunzio ed eccovi una delle poesie dell'opera che sto attualmemente leggendo (e analizzando), cioè Alcyone.
LA
SERA FIESOLANA
Fresche
le mie parole ne la sera ti sien come il fruscio che fan le
foglie del gelso ne la man di chi le coglie silenzioso e ancor
s’attarda a l’opra lenta su l’alta scala che s’annera contro
il fusto che s’inargenta con le sue rame spoglie mentre la
Luna è prossima a le soglie cerule e par che innanzi a sé
distenda un velo ove il nostro sogno si giace e par che la
campagna già si senta da lei sommersa nel notturno gelo e da
lei beva la sperata pace senza vederla. Laudata sii pel tuo
viso di perla, o Sera, e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si
tace l’acqua del cielo! Dolci le mie parole ne la sera ti
sien come la pioggia che bruiva trepida e fuggitiva, commiato
lacrimoso de la primavera, su i gelsi e su gli olmi e su le viti e
su i pini dai novelli rosei diti che giocano con l’aura che si
perde, e sul grano che non è biondo ancora e non è verde, e
sul fieno che già patì la falce e trasloca, e su gli olivi,
su i fratelli olivi che fan di santità pallidi i clivi e
sorridenti. Laudata sii per le tue vesti aulenti, o Sera, e pel
cinto che ti cinge come il salce il fien che odora! Io ti dirò
verso quali reami d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti eterne
a l’ombra de gli antichi rami parlano nel mistero sacro dei
monti; e ti dirò per qual segreto le coline su i limpidi
orizzonti s’incurvino come labbra che un divieto chiuda, e
perché la volontà di dire le faccia belle oltre ogni uman
desire e nel silenzio lor sempre novelle consolatrici, sì che
pare che ogni sera l’anima le possa amare d’amore più
forte. Laudata sii per la tua pura morte, o Sera, e per
l’attesa che in te fa palpitare le prime stelle!
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23 febbraio 2009
CITAZIONE DI FEBBRAIO
La citazione di questo mese riguarda uno dei più illustri e brillanti pensatori del Novecento. Si tratta di uno dei miei autori preferiti, il filosofo e scrittore Jean Paul Sartre.L'estratto è tratto da uno dei racconti della raccolta "Il Muro", e più precisamente da "Infanzia di un capo". La problematica esistenziale è presentata qui in maniera forse primitiva ed un po' goffa; tuttavia il fascino della tematica presentata merita, a mio avviso, una degna attenzione. Un ricco approfondimento della tematica è sviluppato nella sua opera di maggior spicco, cioè "La Nausea"; ne consiglio la lettura a tutti, molto pesante, ma davvero proficua.
ESTRATTO:
… al posto di quello stupore così dolce per lui e che si perdeva voluttuosamente nei suoi stessi meandri, c’era adesso una piccola perplessità molto sveglia che si chiedeva : < Chi sono? > Chi sono? Guardo la scrivania, guardo il quaderno. Mi chiamo Luciano Fleurier, ma questo non è un nome. Mi do importanza. Non me la do. Non lo so, questo non ha senso. < Sono un bravo scolaro. No. E’ solo apparenza: un bravo scolaro ama lo studio, io no. Ho buoni voti, ma non mi piace lo studio. Neppure lo detesto, me ne infischio. M’infischio di tutto. Non sarò mai un capo >. Pensò con angoscia: < Ma che sarà di me? > Passò un momento; si grattò la guancia e strizzò l’occhio sinistro perché il sole lo abbagliava: < Che cosa sono io? > C’era quella nebbia, avvolta su se stessa, indefinibile. < Io! > Guardò nel vuoto; la parola gli si ripercuoteva nella testa e poi, forse, si poteva intravvedere qualcosa come la punta scura d’una piramide i cui lati si perdevano lontano, nella nebbia. Luciano rabbrividì e le mani gli tremavano: < Ci siamo, - pensò, - ci siamo! Ne ero sicuro: Io non esisto! >.
Sarte
Muro
Infanzia di un capo
| inviato da Spara_Jurij il 23/2/2009 alle 22:57 | |
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22 febbraio 2009
VIVRE SA VIE (QUESTA E' LA MIA VITA)
Uno degli ultimi filmazzi che ho visto mi ha davvero colpito; si tratta di "Questa è la mia vita" (1962) di J.L.Godard, famoso regista francese promotore della nouvelle vague (come non citare, "Fino all'ultimo respiro"). In particolar modo uno dei numerosi dialoghi del film mi ha piacevolmente sorpreso per la sua semplicità e profondità allo stesso tempo. Ve lo propongo qui di seguito, con allegato il trailer del film (tanto per dare un'idea, una prospettiva visiva).
DIALOGO (monologo della protagonista):
Nanà: Credo che siamo responsabili delle nostre azioni. Alzo la mano, sono responsabile. Giro la testa a destra, sono responsabile. Sono infelice, sono responsabile. Fumo una sigaretta, sono responsabile. Chiudo gli occhi, sono responsabile. Dimentico di essere responsabile, ma lo sono. No, è quello che ti dicevo prima; voler evadere (dalla vita) è un illusione. In fondo tutto è bello. Basta interessarsi alle cose e trovarle belle. Sì, in fondo le cose sono come sono e nient'altro. Un volto è un volto. Dei piatti sono dei piatti. Gli uomini sono gli uomini. E la vita è la vita.
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18 febbraio 2009
ORARIO DA EROI DEL NOSTRO TEMPO
Mi sa che nei prossimi mesi vivrò in simbiosi con l'università e coi miei compagni di corso. Ogni volta che guardo lo splendido orario del mio prossimo semestre mi convinco che le mie paranoie sono ben fondate. Eccolo, in tutta la sua splendidezza! Ed è doveroso far notare che TUTTE le ore sono obbligatorie!!!
| inviato da Spara_Jurij il 18/2/2009 alle 20:15 | |
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4 febbraio 2009
LA VERA STORIA DELLA CREAZIONE DEL MONDO!!!
 Uno dei cantautori che in questo periodo mi è più caro è Francesco Guccini; una delle canzoni più spumeggianti del Nostro (tratta da "Opera Buffa") è "La Genesi". Anche se la maggior parte della sua opera di certo non è di stampo burlesco, ritengo che questa sia una canzone abbastanza rappresentativa del Nostro.
[Parlato] Una canzone molto più...
più seria e più impegnata, oserei dire impegnatissima, una canzone
che mi è stata ispirata, a me succede poche volte, però questa
canzone mi è stata ispirata direttamente dall'alto. Ero lì, nel
mio candido lettino... e ho sentito una voce che diceva "Francesco",
dico "socc..., chi è?"... dico "eh?",
diceeeeee "svegliati sono il tuo Dio." E allora così, in
questo modo sollecitato, ho pensato di, di... fare un' opera musicale
colossale e mettere in musica l'Antico Testamento. Per ora sono
riuscito a fare soltanto la Genesi... che è la vera storia della
creazione del mondo...
Per capire la nostra storia bisogna
farsi ad un tempo remoto: c'era un vecchio con la barba bianca,
lui, la sua barba, ed il resto era vuoto. Voi capirete che in
tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava, si aggiunga
a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la T.V. inventata...
Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare
ci penserò io: sembra impossibil, ma in roba del genere,
modestia a parte, ci so far da Dio! "Dixit", ma poi
toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato: come
T.V. non valeva un bel niente, ma l' Universo era stato creato...
Come son bravo che, a tempo perso, ti ho creato l'Universo!
Non mi sembra per niente male, sono davvero un tipo geniale!
"Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a
criticare! Beh sì, lo ammetto, sarà un po' buio, ma non dir più
che non si vede un tubo!"
[parlato] "Che sono
parolacce che non sopporto!", disse il vecchio a Lucifero. "E
poi se c'è una cosa e un'altra che non posso sopportare sono i
criticoni: fattelo te l' Universo se sei capace! Che me at dig un
quel... disse il ve..." Era d' antica origine modenese da parte
di madre il ve... "Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino,
anzi vin santo al vin santo. Sono buono e bravo, ma se mi prendono i
cinque secoli me at sbat a l' inferen, com'è vero Dio!"
Ma
poi volando sull' acqua stagnante e sopra i mari di quell' Universo, mentre pensava se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì
un po' perso. Sbattè le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una
tragica caduta in mare, quando andò a sbattere sull' Himalaya il
colpo gli fece persino un po' male...
Fece crollare anche un
gran continente soltanto urtandolo un poco col piede: si consolò
che non c'era ancor gente e che non gli era venuto poi bene. Ma
quando il buio gli fece impressione, disse, facendosi in viso un po'
truce: "diavol d' un angelo, avevi ragione! Si chiami l'
Enel, sia fatta la luce!"
Commutatori, trasformatori,
dighe idroelettriche e isolatori, turbine, dinamo e transistori
per mille impianti di riflettori, albe ed aurore fin boreali,
giorni e tramonti fin tropicali. "Fate mo' bene che non bado
a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese..."
[parlato]
"Te Lucifero non ti devi interessare come faccio ad avere io
lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano
lava l' altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non
conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perchè la
bolletta la portano a me. M' avete lasciato accesa la luce al polo
sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c'era freddo, i surgelati
li debbo pur tenere da qualche parte! Adesso la tenete spenta sei
mesi come ... e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini
che vanno in giro con quella cosa? Aureola si chiama? No no, am pies
menga, no no no, ragazzi quelle cose li, io vi invento il peccato di
superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico, bisogna
guadagnarsele... a parte il fatto che non mi adorate abbastanza... no
no no Lucifero, è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa
non dovere mai dire mi dispiace! Tientelo in mente... Voi, ecco, io
vi do ogni dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni
voi mandate la cartolina che il 6 gennaio... che poi ci ho tutta
un'altra idea in testa per la... facciamo Aureolissima che è una
festa che mi sembra molto bella. Piuttosto Lucifero, non sgamare,
vieni qua ragazzo... Com' è, mi hanno detto che hai stampato un
libro... Il Libretto Rosso dei Pensieri di... oh, bella roba il
libretto rosso dei pensieri di Lucifero! Ragazzi mi spiace... ma cosa
vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono un socialdemocratico
anch' io? avanti al centro contro gli opposti estremismi! ...eh ma,
...no no no, non ci siamo mica qua: se c' è uno che può pensare
anzitutto sono io ... e non tirare mica in ballo mio figlio, quel
capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto... per me lui lì
finisce male... ah me, me a tal deg ... finisce male. E attento che
te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per
Dio! E non guardarmi male che qui dentro "per Dio" lo dico
come e quando mi pare!"
Ma fatta la luce ci vide più
chiaro: là nello spazio girava una palla. Restò pensoso e gli
parve un po' strano, ma scosse il capo: chi non fa non falla. Rise
Lucifero stringendo l' occhio quando lui e gli angeli furon da soli:
"Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l'ha fatto tutto
schiacciato sui poli!"
Per riempire 'sto bell'ambiente
voglio metterci tante piante. "Forza, Lucifero, datti da
fare, ordina semi, concime e trattore, voglio un giardino senza
uguali, voglio riempirlo con degli animali! Ma cosa fa 'sto cane
che ho appena creato? Boia d'un Giuda, m' ha morsicato!
[parlato]
"Piuttosto fallo vedere da un veterinario, che non vorrei
aver creato anche la rabbia, già così...cos'è che non ho creato?
Lo sapevo: l'uomo non ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a
me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto..
va beh, nessuno è perfetto... sì, lo so che sono l'Essere
Perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! Adesso ti trasformo in
serpente così impari, striscia mo' lì! Viuscia via!" E
portarono al vecchio quello che c' era rimasto ... c'era un po' di
formaggio e due scatolette di Simmenthal, cioè lui li mise assieme e
poi...
Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le
ossa, ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che
è nato l'uomo...
[parlato] Era un venerdì 13 dell'anno
zero del Paradiso!
francesco guccini
genesi
| inviato da Spara_Jurij il 4/2/2009 alle 22:55 | |
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3 febbraio 2009
ALMENO UN POST SU DE ANDRE' E' DOVUTO
Nel mio consueto zapping su youtube (in tv ormai non vale la pena di fare zapping, tanto ci sono solo croste di porcherie e poco altro) mi sono piacevolmente imbattuto in questo video di Fabrizio De André; è presentata un'interessante mini-intervista che riguarda uno dei suoi migliori album, cioè "Tutti morimmo a stento", e una canzone dell'album stesso ("Inverno", che tra l'altro è una delle mie preferite del Nostro). Buona visione!!!
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18 gennaio 2009
NON HO PAROLE!!!
Dopo una discussione con amici sono venuto a conoscenza che i famosi bus che avrebbero dovuto sfrecciare liberi per Genova, dopo le intimidazioni (di stampo pseudo-mafioso, mi è stato fatto giustamente notare) da parte della Curia, sono stati censurati. Sono un po' perplesso nonché deluso, perché non vedo perché si possa dare libero respiro e sfogo a tutte le idee che rafforzino o pubblicizzino l'esistenza di Dio ed invece la controparte sia tabù come se ledesse e mancasse di rispetto a quacuno; e i non-credenti non dovrebbero allora essere infastiditi dai numerosi slogan "pro esistenza di Dio"?Vi lascio alla lettura dell'articolo della Repubblica che tratta la questione, di modo che possiate trarne alcune conclusioni.
Stop agli ateo-bus Slogan offensivi esulta la Chiesa
Repubblica — 17 gennaio 2009
pagina 15
sezione: CRONACA
GENOVA - L' Ateo-bus resta in rimessa: la concessionaria di pubblicità
accoglie il pressante invito della Curia e per le strade di Genova non
viaggeranno mezzi pubblici "provocatori". Nello stesso giorno l'
amministrazione comunale della città decide di concedere la
sponsorizzazione al Gay Pride nazionale anche se chiede agli
organizzatori di spostare la data, già fissata in coincidenza del
Corpus Domini. E, tra le motivazioni, il sindaco Marta Vincenzi spara
una carta a sorpresa: «Non vorremmo dover imporre ai gay cattolici una
scelta dirompente tra il Pride e la processione». Giornata campale, tra
sesso e fede, per il capoluogo ligure. Al mattino è Fabrizio Du Chene,
amministratore delegato della IGP, concessionaria della pubblicità sui
mezzi pubblici genovesi (e su quelli di tutta Italia) a chiudere il
primo capitolo, quello degli ateo-bus ("La cattiva notizia è che Dio
non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno"): «Ci sono due
articoli del codice di autodisciplina che rendono impossibile la
campagna: l' articolo 10 - la pubblicità non deve essere offensiva - e
l' articolo 46 - le campagne sociali non devono ledere gli interessi di
alcuno. Non si tratta di seguire, o meno, le indicazioni della Chiesa:
noi ci muoviamo autonomamente e applichiamo sempre il nostro codice.
Succede per la pornografia, succede anche in questo caso. E poi,
francamente, mi pare che l' Unione atei abbia raggiunto il suo
obiettivo. E senza spendere un euro». è un no definitivo? «La decisione
è questa - risponde l' Igp - e costituisce anche un precedente: noi
operiamo in tutta Italia, siamo soliti darci delle regole e
rispettarle». Tace il presidente della Cei (e arcivescovo di Genova)
Angelo Bagnasco - in viaggio da Fatima - ma gongola monsignor Marco
Granara, rettore del Santuario della Guardia: «Una minoranza di
quaranta persone ha tenuto sveglia l' intera nazione su un tema che, in
fondo, non è loro». L' Uaar, attraverso il suo segretario generale,
Raffaele Carcano, ribatte: «Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma
guai a chiedere uno spazio pubblicitario per dire che Dio non esiste.
In questo paese non c' è spazio per dichiararsi atei, pena la censura».
Qualcosa, invece, potrebbe cambiare sul Gay Pride. Assicurato il
patrocinio culturale del Comune alla manifestazione, il sindaco Marta
Vincenzi ha chiesto agli organizzatori un incontro urgente, la prossima
settimana. «I problemi, nel caso di una sovrapposizione con il Corpus
Domini, sono notevoli - ragiona il sindaco - Esistono problemi
logistici, esiste una questione di vigili urbani (non ne abbiamo
abbastanza per tutelare entrambe le manifestazioni contemporaneamente)
e non vorremmo provocare problemi di coscienza nei gay cattolici». A
sorpresa i gay dimostrano una disponibilità totale, anche all' ipotesi
di cambiare data: «Lo abbiamo detto dall' inizio, la nostra
disponibilità a discutere di tutte le questioni organizzative
(percorso, disponibilità delle piazze, supporto tecnico, la stessa
data) è completa. Tutto il movimento LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali,
transgender, queer, intersessuati) punta ad arrivare, quanto prima, a
una decisione condivisa. Per il sindaco la doppia dimostrazione che
«Genova è una città aperta: l' Uaar ha ottenuto una straordinaria
pubblicità, con gli organizzatori del Pride c' è un confronto aperto e
alla luce del sole, nel rispetto di tutti». - MICHELA BOMPANI RAFFAELE NIRI
bus Genova
ateo-bus
| inviato da Spara_Jurij il 18/1/2009 alle 19:19 | |
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14 gennaio 2009
CITAZIONE DI GENNAIO
Questo mese per la citazione ho scelto una simpatica storia tratta dalle "101 storie Zen". Ne è anche stata tratta un'indignitosa nonché inopportuna barzelletta. Quello che apprezzo in questo breve racconto, scritto circa un migliaio di anni fa, è proprio la semplicità con cui viene espresso il "concetto di fraintendimento" e l'umiltà di una vera e propria autocritica. Ogni volta che lo rileggo mi fa riflettere su quante mie parole, gesti e azioni (opere e omissioni) vengono fraintese dalle persone che mi stanno intorno e con cui ho rapporti umani di varia natura. Buona lettura!!!
Dialogo commerciale per avere alloggio
Qualunque monaco girovago può fermarsi in un tempio Zen, a patto che sostenga coi preti del posto una discussione sul Buddhismo e ne esca vittorioso. Se invece perde, deve andarsene via. In un tempio nelle regioni settentrionali del Giappone vivevano due confratelli monaci. Il più anziano era istruito, ma il più giovane era sciocco e aveva un occhio solo. Arrivò un monaco girovago e chiese alloggio., invitandoli secondo la norma a un dibattito sulla sublime dottrina. Il fratello anziano, che quel giorno era affaticato dal molto studio, disse al più giovane di sostituirlo. < Vai tu e chiedigli il dialogo muto > lo ammonì. Così il monaco giovane e il forestiero andarono a sedersi nel tempio. Poco dopo il viaggiatore venne a cercare il fratello più anziano e gli disse: < il tuo giovane fratello è un tipo straordinario. Mi ha battuto >. < Riferiscimi il vostro dialogo > disse il più anziano. < Bé, > spiegò il viaggiatore < per prima cosa io ho alzato un dito, che rappresentava Buddha, l’Illuminato. E lui ha alzato due dita, per dire Buddha e il suo insegnamento. Io ho alzato tre dita per dire Buddha, il suo insegnamento e i suoi seguaci, che vivono la vita armoniosa. Allora lui mi ha scosso il pugno chiuso davanti alla faccia, per mostrarmi che tutti e tre derivano dalla stessa realizzazione. Sicché ha vinto e io non ho nessun diritto di fermarmi >. E detto questo, il girovago se ne andò. < Dov’è quel tale? > domandò il più giovane, correndo dal fratello più anziano. < Ho saputo che hai vinto il dibattito >. < Io non ho vinto un bel niente. Voglio picchiare quell’individuo >. < Raccontami la vostra discussione > lo pregò il più anziano. < Accidenti, appena mi ha visto lui ha alzato un dito, insultandomi con l’allusione che ho un occhio solo. Dal momento che era un forestiero, ho pensato che dovevo essere cortese con lui e ho alzato due dita, congratulandomi che avesse due occhi. Poi quel miserabile villano ha alzato tre dita per dire che tra tutti e due avevamo soltanto tre occhi. Allora ho perso la tramontana e sono balzato in piedi per dargli un pugno, ma lui è scappato via e così è finita >.
citazioni
101 storie Zen
| inviato da Spara_Jurij il 14/1/2009 alle 23:3 | |
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